Perché un Celiaco dovrebbe Indignarsi

Finché non ci sei dentro, non puoi capire.

Sono il primo che quando, tanti anni fa, sentivo parlare di “glutine” o “senza glutine” ero la massima espressione dell’ignoranza.

Era un concetto così mistico, che addirittura mi portava a prendere in giro la terminologia “senza glutine”, associandola a una mancanza di gusto, o comunque ad un gusto diverso non all’altezza del prodotto normale.

Conoscevo una ragazza, che oltre ad essere celiaca era anche intollerante al lattosio. E nella mia testa si ponevano dubbi su dubbi su chissà come era strana la vita di quella ragazza, e su chissà quante rinunce era costretta a fare.

Sarà il karma (anche se non mi sono mai permesso di prendere in giro o avere comportamenti irrispettosi nei confronti dei celiaci) ma poi qualche anno dopo (anche troppo dopo) ho scoperto di essere io stesso celiaco ed intollerante al lattosio.

E la mia vita è cambiata radicalmente, da ogni punto di vista.

Si può dire, infatti, come tante altre cose, che finché non ci sei dentro non puoi capire realmente il problema e i disagi che ne conseguono. E una volta che ci sono entrato dentro è stata la scoperta di un mondo del tutto nuovo. Un mondo per il quale indignarsi sembra essere all’ordine del giorno.

Uno dei primi motivi per il quale mi sono sentito indignato è stato il ritardo nello scoprire che io avessi questa malattia. Il fatto che, in conseguenza a sintomi continui (per quanto lievi e a tratti intermittenti), la maggior parte dei medici non prendano in considerazione di fare un semplice esame del sangue (per quanto non proprio economico) pur di escludere la potenziale natura dei fastidi che una persona prova a livello intestinale è la rappresentazione di come quella della celiachia sia una malattia ancora avvolta nel mistero.

Spesso ci si mette la convinzione che sia una semplice allergia, o magari un’intolleranza che al massimo ti fa andare in bagno, o addirittura che sia una dieta che viene messa in piedi per il proprio benessere. Purtroppo non è così, non per tutti.

Ma questa mancanza di coscienza non riguarda solo i medici, ma anche, e sopratutto, tutte le persone che ci circondano, e peggio ancora quelli che lavorano nel mondo della ristorazione.

Una lancia a loro favore va spezzata: la dieta mediterranea, la cucina italiana, europea, quella che ci contraddistingue in tutto il mondo è a base di farina di grano. È così, non voglio avere i prosciutti sugli occhi. Vorrei solo che la gente iniziasse a togliere quei prosciutti (sperando siano senza glutine) dai loro, che aprissero la mente in un mondo che cambia sempre di più, con intolleranze o malattie di cui non si sapeva nulla e che si diffondono sempre di più. Che in relazione ad un concetto così importante come quello del cibo non ci si rende conto che una persona non vuole dare fastidio o divertirsi nel sottolineare intolleranze o difficoltà a mangiare determinati alimenti, anzi. Lo fa per il proprio bene e per la propria salute.

Ma nonostante questo, il mondo offre tanti motivi per indignarsi. Alcuni seri, altri pù leggeri. Fortunatamente il mondo ogni tanto ti dà anche motivi per pensare che una speranza c’è ancora.

Ci tengo a precisare che esistono problemi molto più gravi della celiachia o delle intolleranze alimentari. Nessuno lo mette il dubbio. Al giorno d’oggi puoi vivere di una dieta senza glutine e la vita continua come prima. Semplicemente sentivo il bisogno di dare voce a questa problematica (essendo che mi riguarda in prima persona), facendolo col sorriso.

Il mio obiettivo è questo. Mettere in luce, tra il serio e il faceto, come per un celiaco sia facile indignarsi.

Il Celiaco Indignato.

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