Quella del Cameriere è una figura avvolta nel mistero, quasi mistica. Un onesto lavoratore che dedica anima e corpo al proprio lavoro.
Come in tutti i lavori esiste chi è padrone del proprio ruolo e chi invece è poco portato, o magari è nuovo e non ha ancora compreso le dinamiche del luogo di lavoro. Ma quando è un Celiaco a sedersi a tavola, il peggior incubo di ogni cameriere è la domanda che quel celiaco può farti.
Ciò che non concepisco è (escludendo magari quei ristoranti che il senza glutine o non lo fanno o non ne sono nemmeno informati) quando un ristorante lo mette a disposizione ed il cameriere non sa cosa rispondere ad una semplice domanda: “cosa posso prendere senza glutine?”.
Non viene nemmeno da dare completamente la colpa al cameriere, ma più che altro al ristorante che non istruisce a dovere la propria squadra, facendola poi trovare in difficoltà all’atto della richiesta del celiaco.
Ti siedi a tavola, sai che la pizzeria fa cucina senza glutine (c’è anche una bella scritta nel locale), e non vedi l’ora una volta tanto di rilassarti e goderti una cena come qualsiasi persona normale. Cerchi velocemente il menù, preso dalla curiosità di sapere cosa propongono. Ma, purtroppo, di senza glutine non c’è traccia. E già qui c’è una pecca.
Cerchi di non scoraggiarti e fai al cameriere la fatidica semplice domanda: “che pizza posso prendere senza glutine?”.
Inizia una sfida, si incrociano gli occhi tra te celiaco e il cameriere. Tu con la speranza che lui risponda “tutte”, lui che inizia a sudare e che ti risponde “credo tutte”. Cosa significa “credo”? Lavori lì, dovresti saperlo. Inizi ad illuderti, e il cameriere non può fare altro che andare a chiedere a qualcuno più informato di lui. E tu, nell’attesa, inizi ad infastidirti, quando volevi solamente goderti finalmente una serata tranquilla e abbuffarti senza un domani.
Torna il cameriere, o torna accompagnato, e ti taglia le gambe dicendoti “solo le pizze tradizionali”. E tu non puoi che accontentarti, ringraziare che almeno qualcosa fa, cercando di far rientrare il disagio che hai provato e magari hai percepito nei tuoi ospiti a tavola.
Ma l’apoteosi sapete quand’è? Quando ti dicono quali cose puoi scegliere, scegli una di quelle, e poi tornano dicendo che non è possibile “perché c’è questo ingrediente”.
Cioè ma stiamo scherzando? Noi già dobbiamo preoccuparci di non sentirci male o di non danneggiarci, dobbiamo pure intossicarci e farci passare la voglia.
Ma comunque ripeto, massimo rispetto per il lavoro dei camerieri, che spesso non sono stati nemmeno informati da chi di dovere. L’importante è essere sempre cordiali ed educati nelle risposte, da entrambe le parti. E la norma dovrebbe essere che ogni ristoratore informi la propria squadra dei piatti che si possono e non si possono fare.
-Scusi cosa posso prendere senza glutine?
-Tutto.
Questa è apoteosi. E invece, dobbiamo stare sempre ad indignarci.
Il celiaco indignato